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IL GIARDINO CONTEMPORANEO
VISITA AD ARTE SELLA

Arte Sella 2006La Val di Sella, una laterale della Val Sugana, dissimula fra i monti del Trentino un significativo esempio di parco contemporaneo, noto come ArteSella.
Si tratta ufficialmente di una "manifestazione internazionale di arte contemporanea" con caratteri di originalità affatto peculiari (1): dalla seconda metà degli anni Ottanta, quando la manifestazione ebbe inizio, vari artisti (2) hanno creato e collocato stabilmente le loro opere in un contesto paesaggistico altamente suggestivo, realizzando un avvincente dialogo tra arte e natura. Le opere, essenzialmente ascrivibili al filone della Land Art (3), si dispongono lungo un percorso, definito Artenatura, che fa riferimento a una strada forestale e ad alcune aree pertinenti a una malga (la Malga Costa, ristrutturata e adibita a centro espositivo temporaneo e punto informazioni di ArteSella), scandendo lo spazio in modo stimolante e spesso sorprendente.

Bisogna premettere che il sito della Val di Sella (a una quota media di poco inferiore ai 1000 metri sul livello del mare) ha un suo valore intrinseco. Si tratta di una luminosa vallata alpina, appartata e ben definita, praticamente intatta, nel senso che è poco contaminata da attività antropiche, le quali sono comunque in armonia con gli aspetti naturalistici del luogo. Abbiamo insomma un paesaggio naturale in cui l'elemento umano si è inserito rispettandone gli equilibri. Il bosco per esempio è spontaneo, ma viene assiduamente curato dall'uomo: mantenuto sano, pulito e accessibile. Nell'ampio e relativamente pianeggiante fondo valle gli alberi si spartiscono gradevolmente lo spazio coi pascoli da fienagione, altrettanto ben tenuti e ricchi di fioriture spontanee. I pochi edifici presenti rispettano le tipologie locali e sono ben collocati. Ne risulta un paesaggio armonioso, variegato, e dotato di belle vedute panoramiche affatto naturali.

L'idea di sviluppare in questo contesto, soprattutto all'interno delle sue pertinenze forestali, un luogo espositivo assai vasto e articolato, rappresenta il passo decisivo che lo classifica come una sorta di parco scenografico naturalistico. Il valore intrinsecamente naturalistico del luogo è evidente, e caratterizzato dalla presenza di alberi monumentali, da biotopi acquatici, da radure e prati, dalla notevole ricchezza botanica e da vedute panoramiche sulle circostanti cime rocciose, sulle quali sono presenti anche alcune ridotte formazioni glaciali. Tutti questi aspetti trovano speciale evidenza lungo un parco-percorso caratterizzato dalla progettualità degli artisti che vi operano. Sono questi autori che definiscono i luoghi del parco, e li fanno "apparire" per mezzo delle loro creazioni.

Una prima caratteristica fondamentale delle opere infatti è che sono create nel luogo stesso in cui vanno a collocarsi.

Un secondo aspetto è che l'opera viene realizzata essenzialmente con i materiali ricavati dal contesto: legno, foglie e pietre per la maggior parte.

Una terza caratteristica è che l'opera una volta compiuta viene abbandonata al suo destino naturale, ovvero entra a tutti gli effetti nel ciclo di vita del paesaggio e si modifica con esso, fino alla sua dissoluzione completa; si suppone senza lasciare tracce, considerato che è composta dalla stessa materia che costituisce il contesto.

L'arte è il contributo umano alla definizione del paesaggio, è l'impronta di una avvenuta presa di coscienza dell'uomo. Il paesaggio che ne scaturisce rappresenta il rapporto dialettico tra intelletto e natura.

Le opere, visibili nel parco a vari stadi di integrazione-dissoluzione in base agli anni in cui sono nate, non sono mai meramente ornamentali. Anzi, declinano diverse idee: spesso sono ludiche, quasi sempre sono ricche di ironia, o sono percorse da istanze metafisiche, o aspirano alla testimonianza "archeologica". Sono palesemente arte piuttosto che decorazione. Ovvero non assumono una funzione cosmetica nei confronti del luogo: lo creano, lo fanno essere. Sono fatte di materiali "poveri", affatto mimetici, e proprio perciò possono dare forma all'idea artistica con inaudita purezza. Assai più di tanta arte accademica che si limita a "imbellettare" le piazze delle città o le pareti dei musei, ma che a ben vedere potrebbe essere spostata in qualunque altro posto e sostituita senza che nulla cambi sostanzialmente; nè per l'opera, nè per lo spazio in cui è stata posta. Ad ArteSella invece il contesto e l'opera si appartengono reciprocamente.

Uno dei principi guida stabiliti dai fautori di Arte Sella è quello dell'ecologia intesa in modo evoluto, cioè, non banalmente come fattore di protezione della natura, bensì come strumento di interpretazione della natura stessa. La natura "interpretata nella sua essenza" diventa così "una fonte di sapere e di esperienza" (4), qualcosa di vivo piuttosto che un'entità intoccabile, da museificare. La natura allora non è solo scenografia, ma ambiente a tutti gli effetti, luogo di interazione vitale in quanto in perenne trasformazione. Non mutazione, ma trasformazione sempre in accordo col genius loci, con l'identità del luogo. Ciò che si produce da un rapporto di reciproca accoglienza tra uomo e natura, tra colui che abita e la sua dimora. (5)

Quelle di ArteSella non sono opere che incorrono nel paradosso dell'eterno. Sono testimonianze transeunti di un'idea che ha preso forma in un dato luogo e in un dato momento storico, e solo in quello. Testimoniano il passaggio dell'artista in quel contesto e ciò che è nato da quell'incontro. Insomma esprimono esattamente la loro ragione d'essere coniugando nella loro sembianza origine, forma e luogo. E quando l'autore si allontanerà, anche l'opera lentamente comincerà a dissolversi, come aura di evento unico legato a un caso forse irripetibile. Si tratta dunque di arte verità, che esprime la sua ineluttabile autenticità nel farsi paesaggio.

L'artista si pone nel contesto naturale scegliendo alcuni elementi che vi appartengono e imprimendo un'azione (per esempio intrecciare e accumulare). (6) A tal riguardo bisogna dire che Arte Sella presenta una particolarità affatto straordinaria, data dalla inedita collaborazione tra l'artista-visitatore e il montanaro-abitante. Spesso, per forza di cose, l'artista deve essere supportato dal residente per la ricerca (nel bosco) dei materiali che intende usare per creare la sua opera. Addirittura in alcuni casi l'artista riceve istruzioni su come "lavorare" con quei materiali affatto naturali, con i quali i montanari del luogo hanno una lunga familiarità (come accatastare la legna, come legare una fascina e così via).

ArteSella può essere definito giardino proprio per la progettualità che lo caratterizza. In quel luogo si è verificata una collaborazione tra uomo e natura. L'uomo non ha operato modificando o stravolgendo la natura, ma evidenziando in essa la propria presa di coscienza, sottolineando certi legami interessanti tra natura e intelletto attraverso l'epifania dell'arte.

L'opera d'arte è il fattore sorprendente, quello che attira il visitatore ad esplorare il luogo e che lo blocca di tanto in tanto, liberandolo dalla noia del quotidiano, costringendolo a uscire dal convenzionale, ad osservare, a pensare. (7) La foresta torna a essere "terra inesplorata", luogo dell'insolito, recinto che accoglie la diversità ed in fin dei conti luogo di delizia; esattamente come lo è il giardino nelle sue forme storiche evolute. E l'opera d'arte con la sua presenza, e senza fissare barriere, stabilisce anche virtualmente i confini di questo giardino naturale, come oasi nell'estensione indefinita della "natura selvaggia", come paesaggio appunto.

NOTE:

1) Iniziative relativamente simili sono quelle di Civitella d'Agliano in Italia, Le Centre d'Art de Crestet in Francia e Tickon in Danimarca.

2) Gli artisti, delle più diverse nazionalità, che hanno "esposto" in Artesella sono oltre 120 (fino all'edizione 2005).

3) Si definisce Land Art una corrente artistica, essenzialmente attinente alla scultura, nata intorno alla metà degli anni Sessanta. Essa è dovuta ad alcuni artisti concettuali che, in risposta alla crisi del Modernismo, volevano sperimentare la vitalità dell'arte liberandola dal contesto asettico, separato, in cui di norma veniva pensata l'opera. Si rifiutava l'idea di un'arte "nata morta", destinata ad essere "seppellita" in museo, già imbalsamata e intesa a durare nel tempo. Si tratta per la verità di un movimento piuttosto articolato e tuttora assai vitale, che si è evoluto negli ultimi decenni (soprattutto in America) ed ha assunto varie tendenze e anche diverse denominazioni. Ma in generale ha mantenuto il carattere fondamentale di porre l'opera in relazione immediata con il territorio. L'opera d'arte concorre, anzi, a definire il paesaggio. L'idea fondamentale è quella di considerare il rapporto tra uomo e ambiente, significare le espressioni dell'intelletto nel suo dialogo con la natura ed osservare come tali fattori interagiscono in funzione del tempo, giacchè l'opera, una volta immessa nell'ambiente, ne viene a far parte e sottostà alle medesime leggi.

Torna a sopra4) cfr. "Arte Sella" di Laura Tomaselli, saggio introduttivo del catalogo AA.VV., ARTE SELLA 2005, Nicolodi Editore

5) "Ad Arte Sella quello che si apprezza soprattutto sono le invenzioni sottili, le strategie che non sono nè totalmente fusionali nè tanto meno dominatrici. In quel luogo l'ecologia è prima di tutto ricerca di riconciliazione con il nostro mondo, tentativo di ricreare un'arte del vivere. E chiunque sia passato di lì ne parla con emozione." (cfr. "Viaggio in Arte Sella" di Henry Cueco, dal catalogo AA.VV., ARTE SELLA 2005, Nicolodi Editore)

6) "L'intreccio è forza, movimento (...) basti pensare a quanto sia importante in quanto tecnica di coltivazione delle piante nella cultura contadina. L'altra figura è quella dell'accumulo, del mettere da parte, delle cataste di legna, le fascine, i tronchetti sono forme (...) che implicano (...) un pensiero rivolto al futuro, al ciclo delle stagioni, alla sopravvivenza. Allora si comprende che l'arte cercando una collocazione nell'universo dei segni contemporanei, trovi asilo e forza proprio nella sua origine, in quella Natura non ancora linguisticamente codificata da cui ha preso origine." (cfr. "Elogio della non-differenza" di Valerio Dehò, dal catalogo AA.VV., ARTE SELLA 2005, Nicolodi Editore)

7) Non discostandosi dalla Natura, rifuggendo il museo, non facendosi irretire da un'illusione di separatezza nobilitante (com'è nei presupposti della Land Art), l'opera d'arte può ancora sorprendere: "Un sentiero di sculture, come quello di ArteSella, modifica la percezione. Improvvisamente cominciamo a vedere qualcosa dappertutto e ci poniamo costantemente domande come: E' arte oppure è solo natura? E' natura oppure è fatto così dall'uomo? Anche quello appartiene al sentiero delle sculture? E' arte oppure ha una funzione? Non importa: la cosa che più conta è che l'attenzione viene potenziata, la percezione ampliata e la passeggiata diviene un'esperienza che stimola e coinvolge i nostri sensi." (cfr. "Rudere" di Urs Twellmann, dal catalogo AA.VV., ARTE SELLA 2005, Nicolodi Editore)Torna a sopra


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