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L'OSSIGENAZIONE DELL'ARIA

OSSIGENAZIONE

Le piante producono ossigeno per mezzo del processo di fotosintesi clorofilliana. Cioè, come dice la parola, esse sintetizzano (separano) l'ossigeno, presente nell'atmosfera all'interno delle molecole di anidride carbonica (CO2), usando come fonte di energia la luce del sole.

Questo processo è, anzi, alla base della formazione dell'atmosfera terrestre stessa. Infatti l'ossigeno fu all'inizio liberato nell'aria dalle alghe presenti negli oceani, le quali nel corso della loro evoluzione adottarono il processo fotosintetico spezzando la molecola dell'acqua (composta da due atomi di idrogeno e da uno di ossigeno: H2O).

Per la verità la fotosintesi non è un processo esclusivo delle piante, esso avviene anche a livello batterico, in particolare per merito di specifici batteri, detti fotosintetici. Questi infatti, come le piante, sono in grado di trasformare l'energia luminosa in energia chimica.

Nell'aria la bassa concentrazione di anidride carbonica implica che le piante dispongano di una vasta superficie di assorbimento per tale gas. E' questo uno dei ruoli fondamentali delle foglie, sulle quali sono disposti gli organi di scambio gassoso: sorta di pori detti stomi. Gli stomi devono assorbire anidride carbonica e al contempo devono trattenere l'acqua. Se l'acqua è scarsa infatti gli stomi non si aprono e l'intero processo finisce per essere compromesso, fino a bloccarsi del tutto in casi estremi.

Il processo di fotosintesi abbisogna dunque di tre fattori per attivarsi: anidride carbonica, acqua, luce. E produce ossigeno e sostanze organiche.

Le foglie, oltre ad assorbire anidride carbonica, hanno la fondamentale funzione di captare la luce, grazie alla forma lamellare che fa di esse degli autentici pannelli solari orientabili verso le fonti luminose.

E qui entra in gioco la clorofilla (quasi, si potrebbe dire, il "sangue verde" che scorre nei vasi vegetali). La clorofilla infatti è il pigmento responsabile del colore verde delle piante, ed ha la funzione essenziale di fungere da catalizzatore, comportandosi in modo analogo a quello dello strato fotosensibile di cui è rivestita la pellicola fotografica.

Insomma è la clorofilla il "motore" che opera l'assorbimento e la trasformazione della luce in energia chimica.

Bisogna dire comunque che l'ossigeno è un prodotto secondario, di scarto, dal punto di vista delle piante. Per esse infatti ciò che è indispensabile è la produzione degli zuccheri, che sono la vera energia chimica necessaria alla vita vegetale.

A questo stadio dell'evoluzione la fotosintesi è di gran lunga il più importante processo biologico attivo sulla Terra, quello da cui si origina la massima produzione di materia organica.

Ma ovviamente anche l'ossigeno, questo "prodotto di scarto", è fondamentale per la vita nel suo complesso. E per avere un'idea dell'importanza produttiva delle piante in tale ruolo, basti pensare che la sola superficie erbosa ben tenuta di un campo da calcio, ogni anno produce una quantità di ossigeno quasi sufficiente a tenere in vita una ventina di uomini adulti. L'ossigeno inoltre è indispensabile per far funzionare qualsiasi apparato a combustione, sia esso biologico o industriale, a cominciare dai motori delle automobili.

Ciascun albero (e a maggior ragione i sempreverdi), col suo apparato fogliare dalla vastissima superficie fotosintetizzante complessiva, rappresenta una straordinaria fabbrica di ossigeno, dotata di un'efficienza almeno 100 volte superiore a quella di qualsiasi procedimento sintetico di origine umana.

g.z.



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